Nunzio Bibbò: trasformare una mostra in un generatore di dati

Mar 20, 2017 | Aggiornamenti

La mostra

Dal 24 febbraio al 24 marzo 2017 a Roma, in via dei Rutoli 8, la nuova sede che Human Ecosystems Relazioni, 4Changing, BAICR e Insor Italia, si anima con la mostra retrospettiva dedicata a Nunzio Bibbo, artista neo-figurativo italiano scomparso nel 2014.

La mostra è un esperimento culturale che trasforma un luogo di lavoro (un ufficio) in uno spazio espositivo, creando contaminazioni e universi di senso inaspettati.

Abbiamo avuto la percezione che le tue dita corrano sulla tastiera della creta, la deformino con forza, quasi a sferzarla […]

afferma Luigi Martini, curatore della mostra insieme alla giovanissima Giulia Gaibisso, che fra pitture, sculture e incisioni ci guida nell’universo simbolico, narrativo e poetico di Nunzio Bibbò attraverso quattro stanze: I Paesaggi, Le Assemblee, L’Amore, L’Eros.

L'installazione

In questa occasione, HER ha deciso di utilizzare le sue tecnologie per creare “Re:lattiva Presenza”: una scultura di dati interattiva originata dalle interazioni delle persone con l’ambiente e una delle sculture in mostra.

Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, creatori dell’opera nella doppia veste di artisti e soci fondatori di HER, descrivono così l’operazione nel testo critico “I sensi della scultura” che accompagna il catalogo della mostra:

“[…] Il significato è il prodotto dell’interazione tra l’osservatore e il sistema, che vive in uno stato di flusso (flux), di infiniti cambiamenti e trasformazioni. È una condizione di incertezza e instabilità, non semplicemente a causa delle continue interazioni, ma perché il contenuto di questa condizione è incorporato all’interno di dati che di per sé sono immateriali. È “pura differenza elettronica”, suggerisce Roy Ascott, “fino a quando viene ricostruita nelle interfacce, sotto forma di immagine, testo e suono.
Con il nostro intervento intendiamo aprire la strada per un più complesso percepire delle configurazioni e delle condizioni dei nostri sensi, e delle implicazioni che questi hanno quando si congiungono, in una sinestesia sociale, multividuale.
Intendiamo rendere percepibile, discutibile, danzabile, il modo in cui l’architettura, gli oggetti del nostro quotidiano (di unufficio, in questo caso), possano essere sconvolti dall’arte, e riscoperti insieme.
Alla scultura affiancheremo una meta-scultura. La meta-scultura che si origina dalle relazioni delle persone con la scultura.
Per contribuire ad una nuova scienza della percezione e della relazione, mentre scopriamo e riscopriamo  grazie a questa personale il lavoro di un grande autore del ‘900 che nella scultura trova forse la sua più intensa espressione.”

La sede

La nostra bella sede è cresciuta di qualche stanza dover poter ospitare nuovi amici e nuove imprese. I tufi, il travertino, il ferro degli infissi insieme alle Mura e alla Cisterna dell’Acqua Marcia, che dalle vetrine entrano in ufficio, ci accompagnano nel nostro percorso rispettoso della Storia e delle Storie e curioso di ogni novità che possa accrescere la capacità di dialogo e di contaminazione anche tecnologica. Speriamo perciò che l’arte ci accompagni così tutti i giorni di lavoro quale fonte di ispirazione e segno concreto della volontà di comunicare. Visitandoci sarà facile capire come mai ci siamo subito appassionati al lavoro di Nunzio e di Salvatore e Oriana. La materia, il segno e i colori si accompagnano infatti alle geometrie che raccontano di volti e di emozioni”.

Chiude così il cerchio sul senso della mostra, l’ampliemento della sede, la contaminazione tra spazio espositivo e luogo di lavoro, Lucio Fumagalli, presidente di 4changing e socio di HER.