Persona Non Data

Come si trasformano una istituzione culturale e un edificio in un generatore di dati?

Abbiamo trasformato Somerset House a Londra in un generatore di dati, per comprendere come le persone usano gli spazi dell’istituzione culturale, e per esplorare strategie e tattiche per l’uso dei dati che generiamo ogni giorno.

Persona Non Data trasforma una intera istituzione culturale e le sue sedi in un generatore di dati, che possono essere analizzati, visualizzati ed utilizzati dai suoi manager, dai ricercatori, dagli artisti, dai designer, dagli studenti e dai tanti visitatori.

Il progetto unisce arte e ricerca, ed è in collaborazione con Art is Open Source, il King’s College Cultural Institute, Somerset House, il Dipartimento di Digital Humanities del King’s College, con la supervisione del Dr. Mark Coté.

Persona Non Data, faces
Persona Non Data, one of the visualizations

Persona Non Data usa le sorgenti di dati presenti negli edifici di dell’istituzione culturale, integrandoli ed elaborandoli per comprendere come le persone utilizzano lo spazio:

  • le immagini delle telecamere a circuito chiuso (CCTV) vengono analizzate per rilevare presenze, movimenti, pause;
  • i sistemi di head counting e per il rilevamento delle presenze (badge) per individuare gli spostamenti da uno spazio all’altro;
  • gli hotspot wifi per capire come le persone usano Internet mentre sono negli spazi dell’istituzione;
  • i database della biblioteca per comprenderne il consumo culturale;
  • i database del ristorante per capirne i gusti; e così via.

Tutte le informazioni sono rilevate e utilizzate per comprendere la vita dello spazio, per rappresentarla e per progettare azioni, interventi e opportunità di attivazione delle persone e per il migliore utilizzo degli spazi e delle risorse.

Una serie di workshop ha contribuito ad esplorare le opportunità:

  • per i manager, per progettare interventi negli spazi, per ottimizzare le risorse (energetiche, di personale, commerciali) e per avere evidenza dei risultati dell’attività (quanti visitatori, quanto e come occupano lo spazio, quanto accedono ai servizi, quanto, come e dove interagiscono tra loro)
  • per i designer, gli architetti e i pianificatori, per progettare meglio gli spazi, cogliendo le opportunità descritte dal comportamento delle persone
  • per gli artisti, per realizzare visualizzazioni, opere d’arte e interventi performativi capaci di reagire in tempo reale alla vita degli spazi e alla presenza delle persone
  • per i ricercatori, per studiare i comportamenti delle persone e i rapporti tra le iniziative e i loro impatti
  • per tutte le altre persone, per sviluppare la consapevolezza riguardo i dati e le informazioni che generano visitando uno spazio pubblico, per comprendere come proteggere la propria privacy, per capire come utilizzare questi dati per organizzarsi, fare cose insieme, cogliere opportunità
Persona Non Data, the terms of service, implemented through facial recognition

La mostra Big Bang Data, tenuta a Somerset House dal Dicembre 2015 al Marzo 2016, ha esposto Persona Non Data, trasformando l’intera esposizione in un ulteriore elemento per raccogliere i dati comportamentali delle persone.

La mostra è stata anche l’occasione per esplorare assieme i visitatori le implicazioni critiche che derivano dalla possibilità di raccogliere così tanti dati dal comportamento delle persone (privacy, società del controllo, governo algoritmico, bolle informazionali), e i modi in cui proteggersi.

Persona Non Data