Lo scorso 26 agosto il governo americano ha colpito Autistici/Inventati, lo storico collettivo italiano che da 25 anni offriva gratuitamente email, blog e spazi web al mondo dell’attivismo, con una sanzione antiterrorismo. In un attimo, 20.000 email, 10.000 blog, 5.000 mailing list e 1.500 siti sono stati cancellati. Tra questi, anche un pezzo della nostra storia.
Il caso Autistici/Inventati
Il collettivo italiano che da 25 anni offriva email, blog, mailing list e spazio web al mondo dell’attivismo italiano, garantendo anonimato e privacy ai propri utenti, lo scorso 26 agosto è stato colpito da una sanzione antiterrorismo del governo americano, con l’accusa di offrire servizi a gruppi violenti.
Il tutto in assenza di procedure formali, nemmeno una multa, e in aperta violazione dei diritti costituzionali fondamentali, quali la libertà di espressione.
Le sanzioni secondarie hanno costretto Banca Etica a bloccare il conto e sequestrare le donazioni:
20.000 email, 10.000 blog, 5.000 mailing list, 1.500 siti, cancellati.
La lettera aperta
Una di quelle mailing list era AHA! Activism-Hacking-Artivism, nata ufficialmente nel 2002 con la mostra-evento “AHA. Making Art Doing Multimedia”, presso l’Università La Sapienza, curata da Tatiana Bazzichelli.
La lista è stata il cuore pulsante dell’arte e della cultura digitale italiana per oltre tredici anni, ospitando e connettendo la scena dell’artivismo.
La lista è un fenomeno culturale, l’intreccio unico di linguaggi e pratiche, attivismo e ricerca che in Italia come in nessun altro luogo ha unito arte contemporanea, software libero e spazi sociali, nutrendo un dialogo transdisciplinare tra centinaia di persone, progetti, riviste, festival, eventi e collettivi, come AOS – Art is Open Source, il duo artistico di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico.
In un attimo, una delle memorie più importanti della cultura digitale italiana è stata cancellata senza preavviso e senza processo. Quella dei vivi e quella di chi come Salvatore Iaconesi, Antonio Caronia, Giacomo Verde o Luigi Pagliarini non c’è più, e in quei dialoghi ci parlava.
E se uno Stato, per giunta straniero, può decidere a suo piacimento chi far esistere e chi no, abbiamo un problema, ed è un problema di tutti.
Per questo, con un gruppo di dispersi e superstiti della lista che quell’archivio aveva tenuto insieme per anni, abbiamo scritto una lettera aperta che tutti possiamo sottoscrivere.

Oriana Persico sta portando ovunque l’appello per Autistici/Inventati. Lo ha fatto anche a Piacenza, ospite del Festival del Pensare Contemporaneo, a chiusura del panel che l’ha vista protagonista assieme a Ingrid Guardiola e Diletta Huyskes, “Attraversare lo schermo – Chi decide cosa è reale, tra immagini e algoritmi“.
L’appello di
Oriana Persico
La performance
Non basta, ma è un primo modo per tornare ad esserci e a raccontare.
Per questo l’11 ottobre, a Milano, dedichiamo ad AHA! la chiusura del Senbazuru iniziato al Festival Green&Blue
AHA! Impossibile raggiungere il sito
pneumOS Senbazuru Reloaded — 1000 gru per la Libertà di Esistere
Domenica 11 ottobre 2026, ore 12:00 – 20:00 LOM – Dopolavoro, Milano || Via Galileo Ferraris, 1, 20154 Milano MI
Come in Fahrenheit 451 ci troverete negli spazi di LOM. Davanti all’orrore della cancellazione digitale, i nostri corpi resistono.
Piega dopo piega, frammento dopo frammento, intorno al cerchio del senbazuru i superstiti e dispersi di AHA! saranno la memoria viva di quell archivio.
Il cerchio “omerico” di una memoria condivisa, prima tra le persone che su un server.
*pneumOS Senbazuru: il Senbazuru è l’antica pratica giapponese di comporre una ghirlanda di mille gru di carta come rituale di guarigione. La versione pneumOS-Senbazuru fa parte di Respiro八Tribute, la prima mostra personale di Oriana Persico, realizzata per il Festival Green&Blue di La Repubblica, presso il MUST (Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci). In quell’occasione la ghirlanda è arrivata a quota 800 gru, utilizzando fogli origami che riportano gli articoli di Tech e Sostenibilità della redazione di Green&Blue insieme al racconto delle opere di AOS: un vero e proprio archivio condiviso, dedicato in quell’occasione al respiro del Pianeta.
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